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Il
fiume
L’acqua,
scendendo a valle,
accarezza i sassi, li leviga;
i sassi la fanno giocare
con salti più o meno alti,
percorsi tortuosi.
Alcuni sassi sfoggiano
una stoffa che sembra velluto:
è il muschio, che permette
a graziose piantine di nascere.
Ogni tanto l ’acqua
si arrabbia per gli scherzi,
si fa impetuosa,
scende più velocemente,
borbotta e schiaffeggia i sassi;
ma poi fa pace
e ritorna, quieta e limpida,
a seguire il suo corso.
A volte sembra sparire,
si nasconde dentro ad una grotta,
poi riappare spumeggiante.
Alcuni rametti del salice
si sono piegati
per farsi rinfrescare.
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Una
foglia si è staccata,
si lascia cullare,
si fa trasportare,
ecco, si è fermata
vicino ad un sasso,
no, rieccola, continua a navigare.
Dove andrà?
Arriverà, forse, al mare
E qui, travolta dalle onde,
finirà di vivere.
L’acqua del fiume
continuamente scorre,
nessuno può fermarla.
Poi si getta nel mare,
si mescola con la maestosità
delle sue acque,
fino a sconfinare nel cielo.
Anche la vita scorre,
non si può fermare
perché arrestarla
vuol dire morire.
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